“Qualche anno fa ho trovato una targha di un furgone della Ford con scritta Transit. Mentre maneggiavo questa plastica degli anni settanta mi è venuto in mente quando ero piccolo e ogni anno arrivava il circolo Zoppas. Era una straordinaria festa. I carrozzoni ci facevano sognare, quanto stupore quando il tendone saliva lentamente ed accarezzava le nuvole. Ma Transit ha mosso altri pensieri quelli della partenza, dei transiti dal sud al nord di intere generazioni, compresa la mia, nei vagoni dei treni rivestiti di legno con le foto delle città di tutta l’ Italia. Così ho creato uno di questi vagoni, rigorosamente con scarti industriali come ogni opera del Giardino Viaggio di Ritorno. Un contenitore che per meta è quello di un circo e metà di una carrozza ferroviaria. Tanti i personaggi

giocolieri, claun, ballerine, equilibriste viandanti e tra questi una ragazza nera dai riccioli di catene che con un gesto delicato dentro la carrozza si specchia passando il rossetto sulle sue labbra. Un semplice gesto centrato sulla presenza. Essere presenti nei nostri atti di tutti giorni può fare la differenza. Transit è un’opera istallativa che cerca di capire cosa significhi transitare dai sud ai nord del mondo e viceversa ascoltando e sentendo odori, suoni, melodie,colori, battiti ,carezze,atmosfere in questo straordinario viaggio che è la vita. Per questo inno ci siamo avvalsi anche di un personaggio che quest’anno compie 90 anni dalla nascita: Topolino. Ne abbiamo costruito uno, seduto sul carrozzone alto circa 6 metri. Incarna l’ottimismo dell’occidente che si confronta e relaziona con la bellezza del continente Africano. Personaggi così diversi e distanti per cultura e geografia si muovono attorno a questa piccola carrozza, sono stati realizzati come anello di congiunzione tra le varie civiltà con la speranza che si relazionino al meglio per la loro stessa sopravvivenza. Transit è strato costruito pensando a Calder e al suo circo magico.”r.l.

          

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